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I bambini delle maternità surrogate

 

Come donna, mamma e Costellatrice familiare mi interrogo sul fenomeno della maternità surrogata e mi chiedo come sarà la crescita emotiva di questi bambini la cui nascita passa da una fecondazione assistita allo sviluppo nel ventre di un’altra madre.

Sappiamo di essere tutti connessi, tutti uniti in una rete di fili invisibili che ci collega gli uni agli altri, quindi mi chiedo che influenza avrà questo nuovo "ménage à quatre" sui bambini prima e sugli adulti che diventeranno poi.

Nel libro molto interessante "Utero in affitto" di Enrica Perucchietti, sono spiegati molto bene i retroscena legali e contrattuali della maternità surrogata dove appare evidente che la parte meno tutelata sono i bambini che possono essere rifiutati nel caso in cui, ancora nell'utero, manifestino malformazioni o sindromi, o nel caso in cui la coppia si separi prima della loro nascita o ancora se i futuri genitori cambiassero idea.  Perché, scrive la Perucchietti, "... vi sono i diritti dei bambini che non vengono presi in considerazione. Il diritto di non essere strappato alla madre... e venduto come merce. Perché un bambino sviluppa una relazione unica, eccezionale con il corpo di quella donna che lo alimenta e lo porta con sé per nove mesi".

Con tutto il rispetto per la Vita, i bambini e le persone, sarei curiosa di osservare, con il lavoro delle Costellazioni familiari il movimento in campo delle Anime di questi bambini. Mi chiedo quale sarebbero i loro movimenti, da chi le loro Anime sarebbero richiamati, chi guarderebbero e soprattutto, con chi si sentirebbero più al sicuro.

Sappiamo dalle nuove ricerche che la placenta rappresenta il primo attaccamento che il bambino vive, prima ancora del rapporto con la madre.

Credo che si debba desiderare tantissimo un bambino per poter ricorrere alla maternità surrogata e che non sia un percorso facile né da affrontare né da portare a termine.

Ma il bambino, una volta nato e messo nelle braccia e nell'amore dei genitori, sentirà l'assenza della donna che lo ha accompagnato e ha reso possibile il suo viaggio? E questa "mancanza" come si manifesterà nella sua crescita? Sarà quel senso di nostalgia che tanto accompagna i bambini che hanno fatto l’esperienza della "sindrome del gemello scomparso" o sarà qualcosa di più, visto che colei che ci accompagna qui, nella Vita, è una "madre". O sarà altro?